SUMMER SEA KAYAK EXPEDITION

dal 30 luglio al 5 settembre... un nuovo viaggio...

una nuova avventura... tanti altri amici da incontrare...

Tatiana e Mauro



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giovedì 28 ottobre 2010

Summary 10 - East coast

Pubblicato sul blog di "Tre uomini in barca" il 3 settembre col titolo "Costa orientale":
Sembra che il Meltemi non voglia farci passare l’estremità orientale di Creta: si accanisce da giorni sui nostri due kayak con raffiche continue da 50-60 km orari, ovviamente sempre contrarie!
Abbiamo però nel frattempo imparato a conoscere bene sia la costa che il mare e così cerchiamo di sfruttare a nostro vantaggio l’orografia del terreno, avanzando al largo quando i monti ci proteggono e tornando a pagaiare sotto costa quando invece rimaniamo esposti lungo le vallate pianeggianti…
In alcuni casi è stato però davvero impegnativo pagaiare in un mare che le previsioni meteo davano in tempesta con venti 8 Beaufort, tanto che un giorno, nel golfo di Ierapetra battuto da raffiche violente, ci ha avvicinati un motoscafo da 150 cavalli con il secondo pilota legato in sicurezza con un moschettone all’asta dello sci nautico: volevano sapere se avevamo bisogno di aiuto, ma tra quelle onde loro sembravano più spaventati di noi… li abbiamo ringraziati con due ampi sorrisi di diniego.
Passando invece per Capo Sideros, l’estrema punta nord orientale dell’isola, questa con un vero faro di pietra sulla costa rocciosa battuta dal vento e dal mare, conosciuta come decisamente pericolosa per la navigazione, ci siamo trovati tra montagne d’acqua che frangevano spumeggianti sui nostri kayak ed avanzare è stato davvero molto lento e faticoso.
Sperando poi di trovare rifugio nella prima cala ridossata dal vento e dalle onde, ci siamo imbattuti invece in una base militare non segnalata sulle mappe ed i tre ragazzi di guardia ci hanno ovviamente vietato lo sbarco, ordinandoci cortesemente di proseguire fino alla baia successiva: altri 5 km di mare mosso, quando ormai stava calando la sera e di notte navigare senza vedere niente non è poi così piacevole!
Ma per nostra fortuna abbiamo scovato una micro-spiaggetta di sabbia e poco dopo ci siamo ritrovati la Guardi Costiera in tenda: i militari dovevano averla attivata per capire che fine ci avevano fatto fare.
L’ospitalità dei locali è stata eccellente e nonostante tutto abbiamo passato una serata indimenticabile con Nikos ed i suoi amici, intorno ad una tavola imbandita di manicaretti cretesi, carne di coniglio selvatico e tortine di formaggio fatte in casa, dolci vari, cocomero e raki.
Tra tanti sale-scendi in mezzo alle onde, abbiamo comunque trovato il modo per visitare gli scavi archeologici di Kato Zakros, il quarto palazzo minoico dell’isola, “nascosti” dietro le quattro taverne che ornano insieme ad altrettante barchette colorate l’ampia insenatura naturale sul mare dalla mille sfumatura di turchese.
Ci delude invece la spiaggia di Vai, con la sua foresta di palme che la leggenda vuole nata dai semi dei datteri “sputati” dai pirati e che campeggia su tutte le cartoline dell’isola: la sua atmosfera esotica è infatti rovinata dalla presenza dei giochi acquatici e di ben 6 file di ombrelloni, la cui unica qualità è quella di avere i cappelli non di tela ma di foglie di palme intrecciate.
La troppa confusione ci spinge a riprendere subito la navigazione, nonostante il Meltemi continui impassibile ad imbiancare il mare… mancano ancora diversi giorni e ne abbiamo tenuti tre di “scorta” in caso di necessità, ma vorremmo fare il possibile per terminare il periplo dell’isola nel tempo previsto di 30 giorni, sperando nella clemenza del vento e del mare…


Posted the 3rd of September on the "Tree men on the boat" blog:
It seems the Meltemi doesn't leave us to pass the oriental extremity of the island: it blows furiously for days around our two kayaks with 27-32 knots!
We now know the coast and the sea and so we try to advance offshore when the mountains protect us and to paddle near the coast when the wind rises.
Some days it was very difficult to paddle with winds 8 Beauforts: in the Ierapetra bay there were violent gusts, and a motorboat approached us to know if we needed help, but into that sea they seemed more frightened than us...
Passing Head Sideros, the extreme north-oriental point of the island, with a true stone lighthouse on the rocky coast, exposed to the wind and to the sea and known as decidedly dangerous for the navigation, we met mountains of water, broking foamy on our kayaks: paddled there was very slow, difficult and fatiguing indeed.
We hoped to find a shelter bay just behind the head, but unfortunately there was a military base, not signalled on the maps: three boys have obviously forbidden us to land there and have kindly ordered us to continue up to the next bay: more than 3 miles on rough sea, at the sunset!
We fortunately roused one little sandy beach and suddenly the Coast Guard appeard to understand if we were ok. The hospitality of Nikos and its friends was excellent and we spent in Ormos Tenda an unforgettable evening, around a table full up with greek dishes, meat, cheese, sweets, watermelon and raki.
While we paddled up and down the waves, we have had also the opportunity to visit the archaeological site of Kato Zakros, the fourth minoic palace of the island, "hidden" behind the four taverns that adorn the ample bay with some colored local fishing boats.
The Vai beach disappointed us, with its palm grove, that the legend says borned by the date seeds "spit out" from the pirates: its exotic atmosphere is compromised by the presence of the aquatic games and of 6 lines of beach umbrellas, whose unique quality seems to have not the textile hats but made in palm leaves. The big confusion immediately pushes us to come back to the navigation, despite the Meltemi continues to bleach the sea.

We calculated three days "more" in case of emergency, but we would to finish the periplus of the island in 30 days, hoping in the clemency of the wind and of the sea.

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